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Cagliari-Inter: vittoria di misura al festival degli sprechi

2026-09-01 22:05

Beppe Riva

Vista da Riva,

Cagliari-Inter: vittoria di misura al festival degli sprechi

Ad inizio stagione non si può pretendere una squadra perfettamente rodata

Ad inizio stagione non si può pretendere una squadra perfettamente rodata: così un'Inter arrembante ma sciupona pare destinata a travolgere il Cagliari come una gigantesca onda anomala che si abbatte sull'Unipol Domus; invece  nemmeno si contano le occasioni fallite, ed i nerazzurri si devono accontentare di un prezioso 0-1, dopo aver rischiato la clamorosa beffa su un tiro a colpo sicuro di Adopo, vanificato dal provvidenziale salvataggio di Bisseck.

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Questo risultato permette all'Inter di raggiungere  in testa alla classifica Milan e Juve (che hanno speso milioni a profusione per colmare il gap con i Campioni d'Italia) oltre alla sorpresa Lazio: seconda vittoria ancora firmata da Frattesi che non ha mai conquistato spazio nel centrocampo dei Nostri ed è stato ceduto in prestito per una cifra miserabile. Il lunedì sera si sono affiancate in vetta anche la dirompente Roma, che si candida ad antidoto principale contro la favorita Inter, e la fortunatissima Atalanta.

A Cagliari la squadra di Milano è partita subito a pieno regime, con la sicurezza ormai consolidata da anni di successi, ed al 9° è già in vantaggio: Barella converge al centro dalla destra, suggerendo ad Hakan che da fuori area, per la seconda volta consecutiva, calha un fendente  letale: stavolta non è una bomba, ma un velenoso rasoterra a giro che si insacca a fil di palo, sorprendendo Caprile, coperto anche dal movimento di Esposito. La strada sembra spianata verso la vittoria, ma le palle-goal si sprecano: al 22° è Lautaro a sferrare un diagonale di poco a lato; passano tre minuti ed Akanji di testa mette fuori da posizione favorevole; subito dopo Barella impegna Caprile e in men che non si dica, il centrocampista sardo pesca Dimarco a centro area, che colpisce al volo centralmente: Caprile si salva con un intervento autorevole. Al 33° Bastoni, apparso in ripresa, con un lancio di 40 metri alla Luisito Suarez - da sinistra a destra - raggiunge “moto perpetuo” Barella che sull'uscita di Caprile indirizza verso la porta vuota, ma Rodriguez riesce a sventare in angolo.

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L'Inter imperversa e Niccolò è il suo profeta: subissato dai fischi dei suoi ex-tifosi avvelenati, il fulcro del centrocampo interista inventa giocate con palleggi volanti in corsa da applausi ed è onnipresente; tutt'altra versione di quello visto contro il Monza. Peccato che gli attaccanti abbiano le polveri bagnate ed alcuni suoi splendidi suggerimenti servano a ben poco. Ci prova persino Luis Henrique, che lanciato in area spara in curva, cercando di abbattere qualche ultrà cagliaritano. Mi meraviglia molto di più che un top player qual è Dimarco sprechi in area un ottimo assist di Pio,  e che lo stesso Esposito, in chiusura di primo tempo, colpisca troppo centralmente, dando facoltà a Caprile di respingere. Il portiere dei sardi, nettamente il migliore dei suoi, dimostrerà anche nella ripresa che le attenzioni riservategli in sede di calciomercato erano alquanto giustificate.

Nel secondo tempo i Nostri vanificano altre eclatanti opportunità per arrotondare lo striminzito vantaggio.  Lautaro strozza malamente in area un bel suggerimento di Dimash e lo stesso canovaccio si replica senza successo qualche minuto dopo, con Lauti combattivo ma assai impreciso che manda a lato un rigore in movimento. Nel frattempo un magistrale cross del solito Barella per Esposito fa' gridare al goal, ma incredibilmente Caprile para anche la conclusione del centravanti, non irresistibile ma angolata. Anche Bastoni si iscrive al festival degli errori, servito dal sempre propositivo Dimarco.

In genere la legge del calcio punisce chi troppo sbaglia, infatti l'Inter rischia grosso, specie quando nel Cagliari  l'ingresso in campo di Fadera e Carlos, garantisce agli isolani maggior spinta e brillantezza in attacco. I Nostri sembrano un po' sconfortati dopo aver troppo dilapidato. Così è la volta del Pepo Martinez di dimostrarsi finalmente “da Inter”, distendendosi per tutta la sua lunghezza nel deviare in angolo una conclusione di Fadera (61°), poi uscendo tempestivamente di piede fuori area sul solitario Carlos (63°)..

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La difesa nerazzurra traballa, così Chivu sostituisce un Akanji sub-standard come contro il Monza (grossolana l'ammonizione ricevuta nel primo tempo per aver cinturato Mendy) con un positivo Stones, fa esordire Curtis Jones che entra con decisione in partita, e finalmente si rivede in campo Thuram (in sostituzione di Esposito). Fatico a capire l'insistenza su Henrique che con l'ingresso di Fadera si è spento progressivamente, e per fortuna che dal suo lato c'era un concentrato Pavard a tamponare le falle. Nel finale, felicemente, l'ingresso in sua vece del prestante Bisseck che si rivelerà salvifico. Nelle ripartenze sugli attacchi sempre più speranzosi del Cagliari, l'Inter dilapida ancora  occasioni per raddoppiare, poiché sia Lautaro sia Thuram, falliscono ripetutamente l'obiettivo. Dopo cinque minuti di recupero, il fischio finale è salutato con indubbia soddisfazione dai tifosi interisti, messi a dura prova dalla quantità fallimentare di tiri in porta non realizzati. Fra l'altro, scopro lunedì con disappunto che il LH agognato dall'antipatico Gasp per l'ascendente Roma non è il nostro, ma il quasi omonimo Luiz Henrique che difficilmente farà peggio del Luigino  rifilatoci dal Marsiglia.

Una considerazione finale: l'attacco dell'Inter è reduce da un'annata di grandi numeri, ma nonostante ciò qualche giornata di minor lucidità è costata cara contro le avversarie più attrezzate, come indicano gli scontri diretti del 2025-26. E' un doveroso segnale d'allarme, auspichiamo si tratti di una partita “imperfetta” e nulla più. Ne riparleremo.

Ma bando alle chiacchiere, The Road Goes On (and On) come recitava una poesia di J.R.R. Tolkien, ma pure una splendida canzone dei Toto. L'importante è che l'Inter si batta al meglio sabato contro i vesuviani, reduci dalla bruciante sconfitta  interna col Como. Saranno questi ultimi, ben poco Allegri, ad affrontare i nerazzurri nell'Home Of The Brave - ossia San Siro - che accosto al titolo di un trascinante brano degli svedesi Treat, sperando sia di buon auspicio.

Subito dopo, la trasferta di Champions a Madrid: l'Inter sarà chiamata ad un'impresa come quella di Ulisse nel superare lo stretto presidiato da Scilla e Cariddi (visto che l'”Odissea” è tanto di moda al cinema!).